La definizione di intolleranza alimentare è riferita a tutte le reazioni avverse al cibo che si manifestano da poche ore fino a distanza di alcuni giorni dopo l’assunzione dell’alimento: si manifestano con una frequenza dose-dipendente a differenza delle allergie non dose dipendente ed inoltre, a differenza di queste ultime, non sono modulate dal sistema immunitario (IgG) ma da meccanismi caratteristici.
Ogni giorno veniamo a contatto con sostanze esterne come il cibo che, ingerendolo, viene a contatto con i leucociti i quali possono subire alterazioni morfo-funzionali che possono indurre al danneggiamento ed anche alla distruzione degli stessi. Da questi danneggiamenti cellulari si innescano reazioni a catena che possono provocare l’irritazione di svariate aree del corpo, causando differenti sintomi che, nel tempo, possono costituire preludio a vere e proprie malattie. Infatti capita, a volte, di soffrire di persistenti disagi e disturbi di cui non si riesce a capire la causa: siamo talmente abituati a conviverci (sonnolenza, astenia, spossatezza, cefalea postprandiale) che li consideriamo normali. Le manifestazioni più comuni delle intolleranze alimentari sono: meteorismo, gonfiori addominali, alvo irregolare, acne, affanno, afte, ansia, asma, cefalea, cellulite, coliche, diarrea, insonnia, eczemi, cefalee, colon irritabile, orticaria, eczemi, prurito, sonnolenza, sovrappeso, ritenzione idrica, stitichezza, flatulenza, eruttazione, aerofagia, senso di nausea, dermatiti.
Il test citotossico per l’esame delle intolleranze alimentari si esegue con un semplice prelievo di sangue, dal quale vengono separati i globuli bianchi e messi a contatto con gli estratti alimentari dei diversi alimenti.
In base alla valutazione microscopica della reazione avversa e del suo grado verrà indicata la presenza o meno dell’intolleranza .
Il test può essere effettuato su diversi tipi di pannelli in base al singolo caso: ci sono valutazioni per 60 alimenti, 80 alimenti, funghi, additivi, farmaci e coloranti.